She’s electric! Per un 8 marzo “alternativo”

Nel 1995 gli Oasis cantavano più o meno così: “Lei è elettrica, ha fatto cose che non mi sarei mai aspettato | Lei è elettrica, posso essere elettrico anch’io?“.

Da quando è iniziata l’avventura Movete spesso ho canticchiato sorridendo questi versi e ho sempre pensato li avrei usati come titolo di un simpatico post sulle biciclette elettriche. Ho scelto invece di inserirli in questo post che non parla soltanto di biciclette elettriche, ma parla soprattutto della storia che anima il mio lavoro; e ho scelto di farlo oggi, 8 marzo, Festa della Donna.
Ci sono tante bellissime storie che parlano di donne e biciclette: il progetto Voglio una ruota, documentario sulle donne e la loro bicicletta come simbolo di libertà ed emancipazione; l’iniziativa Mamme in bici di CycloPride Italia APS, la scuola di bicicletta per le donne di ogni età e Paese che non hanno mai avuto l’opportunità di imparare a pedalare; la vita di Alfonsina Strada, che nel 1924 corse il Giro d’Italia e fu la prima e ultima donna a esservi ammessa; le storie di tante altre donne coraggiose e indipendenti, prime cicloturiste o staffette partigiane.

Tra tutte queste storie, oggi ho scelto di raccontare la mia. La mia storia parla di biciclette, del mio territorio, di sogni e anche un po’ di coraggio, e voglio raccontarla perché penso possa essere utile per riflettere su come viviamo l’ambiente che ci circonda e possa essere uno stimolo per tutte le persone – donne, giovani, meno giovani – che hanno un progetto di vita da realizzare.

Sono Sara, ho 26 anni, vivo a Casale sul Sile e lavoro a Treviso.
Molto più “intellettuale” che atletica, ho imparato ad andare in bicicletta a 17 anni suonati e due anni fa ho aperto il mio negozio… di biciclette! Con questi presupposti ovviamente non poteva essere un semplice negozio di biciclette “normali”.

MOVETE nel mio dialetto vuol dire “muoviti!” / “datti una mossa!” / “svegliati!”, il nome perfetto per il primo e unico shop a Treviso dedicato alla mobilità elettrica leggera alternativa e sostenibile: biciclette elettriche, scooter elettrici (non solo) per anziani e disabili, street-board elettrici e balance bike per insegnare ai bambini ad andare in bicicletta (ne avessi avuta una da piccola!).

La mobilità elettrica è un orizzonte in fortissimo sviluppo tecnologico e di design. A Treviso sono un po’ una “pioniera”: l’unica a fare noleggio di biciclette elettriche in città, mi occupo anche di consulenza, collaboro con le amministrazioni locali, organizzo e partecipo a eventi e manifestazioni per sensibilizzare e promuovere la mobilità sostenibile, e in collaborazione con mio papà Patrizio facciamo assistenza e ripariamo le bici elettriche.

Io vedo la bicicletta soprattutto come un mezzo di trasporto che regala un sorriso a chi la guida.
E amo la mia terra: Treviso è un gioiello di città (dove si mangia benissimo) in un contesto naturale bellissimo. Al momento però, purtroppo, è anche una delle città più inquinate del Nord Italia. Per cambiare le proprie abitudini non serve essere persone speciali, bastano pochi piccoli semplici gesti quotidiani, come cercare di usare la bicicletta al posto dell’auto: sogno un mondo in cui la bicicletta venga usata da tutti – giovani, adulti, anziani, persone con esigenze speciali – praticamente ogni giorno per compiere la maggior parte delle attività quotidiane, andare a lavoro, fare shopping, uscire con gli amici, con comodità e rispetto dell’ambiente, risparmiando tempo e denaro e guadagnandoci in salute. Ma non tutti possono andare in bicicletta ogni giorno.

Per questo motivo, per me la mobilità elettrica è l’unica via per ottenere concretamente una nuova mobilità per tutti, quotidiana e diffusa.
Così con il mio progetto voglio toccare ogni step dello sviluppo di una mobilità consapevole: dall’educazione dei più piccoli, alla mobilità di tutti i giorni per lavoro o nel tempo libero, al divertimento dei ragazzi, fino al supporto delle persone non più giovani o con difficoltà di movimento.

Com’è la mia vita da “giovane imprenditrice”? Aprire e avviare da zero una propria attività non è sempre facile, ma non tornerei indietro per nulla al mondo. Sono fortunata ad avere l’appoggio e il supporto costante della mia famiglia, del mio ragazzo e dei miei amici. I sacrifici e le responsabilità sono molte, ma la soddisfazione di realizzare qualcosa di proprio è imbattibile. Soprattutto quando i clienti ti ringraziano con un “è il miglior acquisto della mia vita”.

Lei è elettrica, ha fatto cose che non mi sarei mai aspettato | Lei è elettrica, posso essere elettrico anch’io?
– Auguri a tutte le donne!